Un rito ‘sprint’ per il Gdp, con qualche dubbio

289 views 6:44 am 0 Comments Giugno 19, 2023

E’ emerso dal confronto tra esperti del settore nel seminario sul tema ‘La giurisdizione del Giudice di Pace: il nuovo rito e le prospettive di riordino nel quadro della riforma Cartabia‘ organizzato dalla Camera Civile di Vibo Valentia in vista del 30 giugno, data di battesimo del nuovo procedimento.

I processi davanti al Giudice di Pace rappresentano, attualmente, il 38percento di quelli civili. Partendo da questo dato, si comprende come la materia sia di grande interessi per gli avvocati e come lo sarà sempre di più, dal momento che la riforma ha aumentato la loro competenza per valore.

Per discutere sulle novità in materia, la Camera Civile ‘Domenico Pannaci’, venerdì 9 giugno, ha organizzato un seminario di studi con tre relatori esperti sul tema: Fabrizio Sigillò del Foro di Catanzaro, docente a contratto di informatica giuridica all’Università Magna Grecia (‘Le Notificazioni e il Processo Civile Telematico che verrà‘); Nicola De Blasi, Giudice di Pace in Vibo Valentia (‘Dalla Semplificazione del rito all’ampliamento dei criteri di competenza: Obiettivi e bilanci‘) e Giuseppe Lombardo del Foro di Reggio Calabria.

Ha presentato il seminario Angela Pezzimenti, Vicepresidente Camera Civile di Vibo Valentia
e Consigliere del Consiglio distrettuale di Disciplina di Catanzaro. I saluti ‘istituzionali’ sono pervenuti da Marica Inzillo, vice presidente del CoA,.

Francesca Gradia, presidente della Camera Civile, ha sintetizzato le ragioni per le quali è stata dedicata una apposita sessione al nuovo processo davanti al GdP: “Il fatto che la competenza sia aumentata implica che la risposta da dare alla tutela dei diritti dei cittadini sia ancora più adeguata“.

La prima relazione è stata curata da Fabrizio Sigillò, docente di informatica giuridica all’Università Magna Graecia di Catanzaro: “Siamo vicini al 30 giugno, data in cui il sistema giustizia così come ideato dalla Cartabia deve partire. In questi giorni si stanno succedendo decreti dirigenziali,  a maggio sono intervenuti tre provvedimenti attuativi e ogni giorno troviamo una novità”. Tuttavia, ha spiegato Sigillò, “Sul piano telematico la riforma del Gdp non cambia, a parte il deposito. C’è la novità del principio di chiarezza e sinteticità, che riguarda tutti gli atti introduttivi.  Non è una novità assoluta perché il Consiglio di Stato lo prevede da anni. Ma oggi è un dato codicizzato dall’art. 121 cpc. Il 2 giugno scorso è stato pubblicato il decreto Min. Giu. 23/5/2023 ai sensi dell’art. 146 cpc che fissa i parametri di chiarezza e sinteticità. Potrebbe non essere quello definitivo. L’elemento nuovo è l’utilizzo delle parole chiave. Si tratta di dieci parole che devono individuare l’oggetto della causa in maniera rapida.  Citazione, comparsa e ricorso dovranno avere 50mila caratteri in dimensione corpo 12 e interlinea 1,5, con  margini orizzontali e verticali di 2,5 cm. Corrispondono a circa 25 pagine. Le memorie di replica dovranno essere contenute  in 25mila caratteri, 13 pagine circa. Per le note di trattazione scritta il massimo cosentito è 4mila caratteri, 2 pagine circa. Sono consentite eventuali deroghe a patto che l’avv. scriva il perché. Non sono ammesse le trascrizioni delle massime, della dottrina e le note a piè di pagina. Gli effetti dell’inosservanza del decreto? Nessuna nullità. Il problema è sulle spese, nel senso che il giudice può abbassare il compenso”.

Fabrizio Sigillò ha chiuso il suo intervento passando velocemente in rassegna le altre novità della fase introduttiva del deposito:  “Se vengono allegati files audio/video, l’avvocato. deve chiedere autorizzazione al giudice e depositare un cd contenente il file che non è possibile depositare telematicamente. Ai sensi dell’art. 196 quater il giudice può ordinare deposito di copia cartacea di singoli atti e documenti. L’art. 196 sexies stabilisce che il deposito è avvenuto nel momento in cui si è generata la conferma del completamento della trasmissione, cioè la seconda consegna”.

Dopo di lui, è stata la volta di Nicola De Blasi, Giudice di Pace di Vibo Valentia, al quale sono stati affidati gli aspetti procedurali della riforma. La sua analisi è partita con una critica all’art. 316 cpc, che rende obbligatorio davanti al GdP il rito di cognizione semplificato: “Non mi sembra una scelta del tutto funzionale. Può infatti accadere che le questioni di diritto o di fatto da affrontare richiedano istruttoria. La questione può essere complessa a prescindere dal valore”.  Aumenta, poi la competenza del GdP (Art 7 cpc): “Beni mobili fino a un valore non superiore a 10mila euro. Risarcimento danno per circolazione di veicoli e natanti fino a 25mila”.

De Blasi ha ravvisato una anomalia nel nuovo art. 318 “Dalla norma si evince che c’è un ruolo ma non ci sono parti costituite. Quindi, il convenuto potrebbe trovarsi a costituirsi in cancelleria senza trovare la costituzione dell’attore. Questo aspetto, a mio avviso, non è stato chiarito”.

Con riferimento alla costituzione del convenuto, il relatore ha osservato come siano state dettate regole più stringenti, dettate dal co. III dell’art. 281-undecies. Il tutto ai fini della velocizzazione del procedimento, cui si ispira anche l’art. 320: “Con tale norma è stata prevista per le parti la facoltà di esercitare solo attività difensive. Non possono produrre documenti e formulare istanze istruttorie se non autorizzate dal giudice. Quindi le parti devono svolgere subito le parti assertive e probatorie fin dalla prima udienza. In relazione all’321 si sono poste alcune interpretazioni. Esso richiama l’art. 281 sexies che richiama anche il 181 quinquies, quindi c’è da chiedersi se davanti al Gdp si procede a trattazione mista”.

Conclusione: “Questa riforma aumenterà il carico di lavoro dei Gdp . Ma non raggiungerà gli obiettivi di speditezza che si è prefissa se non si amplia l’organico”.

(Le relazioni di Fabrizio Sigillò e Nicola De Blasi sono state sintetizzate. Per ascoltare gli interventi completi il collegamento è al seguente link Registration (gotowebinar.com)

Infine Giuseppe Lombardo, Cassazionista del Foro di Reggio Calabria: “La funzione del nuovo processo davanti al GdP – ha spiegato- deve essere quello di decidere il procedimento in prima udienza. Quindi cambia tutto. Così la riforma ha un senso. Il rito di fronte al GdP viene mutuato dal sistema ordinario”.

Anche Lombardo ha rivolto qualche critica procedurale alla riforma, tra le altre con riguardo alla costituzione delle parti: “Si può sempre proporre domanda oralmente. Però il convenuto si deve costituire per iscritto. Dovrebbe essere parimenti consentito al Gdp al convenuto costituirsi oralmente 10 gg prima. Ma se quel giorno non c’è udienza, non si può. Quindi non c’è parità d’armi”.  Secondo Lombardo, in conclusione, “Sarà necessaria una rivisitazione. Il senso è quello di costruire un processo che possa essere deciso in prima udienza. Se questo è il senso, si velocizza la giustizia. Però le questioni devono essere ben prospettate”.

(La relazione di Giuseppe Lombardo è sintetizzata. Per ascoltare l’intervento completo il collegamento è al seguente Registration (gotowebinar.com)

I lavori sono stati moderati da Michele Mirabello, socio della Camera Civile. Il seminario è stato sponsorizzato da Juranews e dall’Agenzia Assicurazioni Generali di Vibo Valentia.

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