Le buone prassi per gestire le crisi familiari

1188 views 10:41 am 0 Comments Novembre 19, 2023

Avvocati, assistenti sociali e magistrati si sono confrontati sul tema “La famiglia si evolve, il diritto la insegue. Incidenza sui giovani e risvolti sociali delle modificazioni parentali”, nel convegno organizzato dalla Camera Civile

La giornata europea della giustizia civile 2023, a Vibo Valentia, è stata occasione di riflessione sulle crisi familiari, le loro origini e le loro conseguenze – spesso tragiche- , nel corso di un dibattito interdisciplinare nel quale la materia è stata trattata in modo multidisciplinare. Non a caso, la Camera Civile di Vibo Valentia ha invitato due magistrati e una assistente sociale a illustrare le loro esperienze.

Il convegno, svoltosi nella sala ‘Murmura’ della Camera di Commercio di Vibo Valentia il 25 ottobre scorso, ha avuto inizio con i saluti di Francesca Gradia, presidente della Camera Civile di Vibo Valentia; di Rosalinda Romano della Camera di Commercio di Vibo Valentia che ha portato i saluti del suo presidente Pietro Falbo; del Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia Camillo Falvo; del Vescovo della Diocesi di Mileto Attilio Nostro; del Prefetto di Vibo Valentia Paolo Giovanni Grieco; del Presidente della Provincia Corrado L’Andolina; dell’assessore comunale Antonello Fuscà in rappresentanza del sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo; del presidente del Coa di Vibo Valentia Franco De Luca,

A introdurre i lavori è stato Antonio De Notaristefani di Vastogirardi, presidente dell’Unione nazionale delle Camere Civili.

La prima relazione sul tema della giornata è stata affidata a Rossella Lo Prete , assistente sociale e autrice del libro “Minori in famiglie multiproblematiche. Inadeguatezza genitoriale e tutela dei minori. Ricostruire la genitorialità”, frutto di una esperienza lavorativa (12 anni) maturata nell’ufficio di esecuzione penale esterna di Catanzaro e svoltasi a Isola di Capo Rizzuto.
Il libro– ha premesso – ha come unico obiettivo quello di poter far conoscere il vero volto del servizio sociale territoriale, il ruolo dell’assistente sociale e l’importanza del lavoro d’equipe attraverso la presentazione di alcuni casi pratici e di progetti di intervento integrati volti a tutelare minori e famiglie.
Invio breve sinossi e copertina del testo.
Nel primo capitolo vengono illustrati l’aspetto processualistico dell’attuale sistema di tutela minori e alcune buone pratiche, considerata la complessità e la dinamicità della funzione genitoriale, i suoi aspetti processuali ed evolutivi ed i suoi effetti sul benessere psicofisico dei figli. Nel secondo capitolo è stato approfondito il concetto di “parenting”, gli approcci e gli strumenti di valutazione. Vengono posti in rilievo i processi delle transazioni fra genitori e figli, per cui non solo le individualità dei figli e dei genitori si influenzano reciprocamente nel sistema genitore-bambino, ma gli effetti prodotti dall’interazione alterano, a loro volta, i comportamenti di entrambi. Completa la trattazione l’analisi degli effetti delle diverse modalità di conduzione educativa dei genitori sullo sviluppo dei figli e gli aspetti relativa alla valutazione della qualità del parenting. Individuare criteri condivisi e oggettivi di valutazione del parenting è una sfida difficile e ha portato, in questi ultimi anni, a numerose ricerche che hanno focalizzato l’attenzione non solo sullo stile educativo dei genitori ma soprattutto sulla valutazione della competenza in termini di capacità del genitore in quanto tale. La valutazione non è finalizzata all’individuazione di standard universali del funzionamento genitoriale ma ha come obiettivo quello di esprimere un giudizio in termini di adattamento o disfunzionalità della relazione genitore-figlio prendendo in considerazione i processi di sviluppo di quest’ultimo e del suo contesto di vita.
La genitorialità, sebbene, sia una fase normale della vita adulta, dunque biologicamente fondata, culturalmente riconosciuta e socialmente sancita, costituisce una sfida tra le persone in quanto richiede un impegno attivo da parte dei protagonisti e il modo con cui un individuo si adatta al ruolo di genitore e lo esercita concretamente è influenzato da fattori sia ambientali che personali.
Nel terzo capitolo sono state analizzate, nello specifico, le famiglie multiproblematiche e disfunzionali, vengono, inoltre, illustrate le condizioni problematiche che possono compromettere la funzione genitoriale e determinare condizioni di vera e propria disfunzione, quali separazione e divorzio, disturbi psichiatrici, uso di alcool e droga, conflittualità, violenza coniugale, devianza e criminalità”.

A seguire, il sostituto procuratore della Repubblica Maria Cecilia Rebecchi, che nell’ambito della Procura si occupa di maltrattamenti in famiglia, ha parlato di alcune specifiche situazione e ha spiegato che “spesso le denunce di maltrattamenti in famiglia provengono dai figli. Ma siccome si tratta di reati domestici le denunce si contano con il contagocce. A parte alcune regioni come l’Emilia Romagna, dove il 12 percento delle denunce proviene da queste fattispecie, o che si tratti della Calabria o che si tratti del Trentino Alto Adige, le denunce solo l’un percento di quelle complessive.”

Intervento dal taglio pratico quello di Maria Teresa Fasanaro, presidente dell’Osservatorio nazionale sul diritto di famiglia con sede a Siena, rivolto a delineare il ruolo dell’avvocato nell’evoluzione della famiglia -e quindi nel momento della crisi familiare in cui di fatto il legale interviene : “L’Avvocato familiarista è ben consapevole della circostanza che, prima di ogni difesa tecnica, trattando la crisi della famiglia, soprattutto in presenza di figli, l’attenzione deve essere rivolta prevalentemente a costoro, al fine di garantire ai giovani una sana crescita psicofisica, una tutela verso il loro supremo interesse, che assurge a mantra, a principio sacro ed inviolabile, per chi si approccia appunto a questioni familiaristiche. In ciò l’Avvocato è confortato non soltanto dalle norme -e l’attuale riforma Cartabia pone il minore al centro del processo, facendolo diventare assoluto protagonista- ma anche dalle prassi, dalle buone prassi.Fondamentale aspetto è poi dato dalla multidisciplinarità del diritto di famiglia, in virtù della quale l’avvocato, ma anche il magistrato, che trattano la crisi familiare, vengono necessariamente affiancati da figure para giuridiche (es. psicologi, assistenti sociali, educatori) le quali, grazie appunto alle buone prassi, permettono di gestire in maniera globale la crisi familiare verso la sua risoluzione.Perchè nel diritto di famiglia l’obiettivo dell’avvocato non è “vincere la causa” -come comunemente si può pensare- ma permettere alla famiglia in crisi -che tale rimane anche dopo- di trovare nuovi equilibri. Il familiarista non è colui che “fa litigare” le parti, ma colui che le accompagna -grazie alle proprie competenze non solo giuridiche e sempre più spesso affiancandosi ad altre figure- verso nuove consapevolezze, a costituire quella diversa dimensione in cui gli attori saranno sempre gli stessi ma con una forma diversa, pur sempre famiglia (es. due genitori saranno sempre tali per i figli, anche se divorziati). A proposito ho elaborato una riflessione: è meglio definire una controversia familiare con un accordo che con un provvedimento giudiziario“.

Gabriella Lupoli, Presidente della sezione civile del Tribunale di Vibo Valentia, nel suo intervento ha posto l’accento sull’importanza dell adeguamento culturale degli adulti protagonisti a vario titolo della vicenda, prima umana e poi processuale, “in modo da acquisire quella maturità necessaria a cogliere la autonomia e la dignità dei minori, i loro bisogni ed istanze, evitando di trasformare il processo in una ennesima occasione dilaniante per la loro esistenza

Infine, l’intervento del presidente del CoA di Catanzaro Vincenzo Agosto e i saluti della vice presidente della Camera Civile Angela Pezzimenti hanno concluso i lavori.

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