Come (e con chi) educare alla legalità gli adolescenti

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La Camera Civile di Vibo Valentia ha celebrato, giorno 25 ottobre, la giornata europea della giustizia civile, con un focus su adolescenti e diritto. Lo ha fatto invitando il magistrato-scrittore Giacomo Ebner, che ha presentato il suo ultimo lavoro, ‘Leggi qui- Guida Galattica (e norme) per adolescenti’, e coinvolgendo il mondo della scuola insieme a specialisti del settore.

L’evento è stato presentato da Francesca Gradia, presidente della Camera Civile di Vibo Valentia ‘Domenico Pannaci’. A Seguire i saluti del procuratore della Repubblica Camillo Falvo, del consigliere del CNF Giuseppe Altieri, del presidente nazionale dell’Unione Camere Civili Antonio di Notaristefano di Vastogirardi e dei rappresentati degli enti sponsorizzatori: il sindaco di Spilinga Vincenzo Fulvio Marasco e Bruno Calvetta, segretario della Camera di Commercio di Vibo Valentia (che ha ospitato la manifestazione).

 Per il COA di Vibo Valentia è intervenuta la vice presidente Marica Inzillo che ha ricordato come da anni il nostro Ordine sia impegnato sul fronte giovanile come ente organizzatore delle eliminatorie del ‘Torneo della disputa Dire e Contraddire’ nato da un’idea del CNF con lo scopo di insegnare ai giovani a comunicare in modo efficace e coltivare l’arte della retorica.

In chiusura lavori sono intervenuti anche la vice presidente della Camera Civile Angela Pezzimenti e il presidente della Consulta studentesca di Vibo Valentia Luca Carnovale. Hanno inviato i loro auguri di buon lavoro il presidente del Tribunale Erminio Di Matteo e della dirigente della cancelleria civile Immacolata Giglietta. Hanno inviato i propri rappresentanti vibonesi l’AIGA, la Camera Tributaria, la Camera Penale, la Camera minorile, l’Osservatorio di diritto minorile e l’associazione Valentia.

Le relazioni

Teresa Chiodo (‘I minori stranieri non accompagnati: accoglienza, diritti, tutela ed integrazione’) ed Eleonora Rombolà (‘La sfida dell’educare tra emergenze e processi trasversali di cittadinanza attiva’). Foto Guido Milli.

Eleonora Rombolà, dirigente IPSEOA servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità ‘Enrico Gagliardi’ (Istituto Alberghiero), i cui studenti hanno partecipato all’evento, ha curato la prima relazione della giornata dal titolo ‘La sfida dell’educare tra emergenze e processi trasversali di cittadinanza attiva, un excursus sull’essenza dell’insegnamento di Educazione Civica nelle scuole, reso obbligatorio con la legge 92 del 2019 (della quale si riporta una sintesi).

L’introduzione a partire dall’anno scolastico 2020/2021 dell’insegnamento trasversale dell’Educazione civica in tutti gli ordini di scuola– ha premesso– ha rappresentato un momento di riflessione ed una fase di sperimentazione nel costruire un curricolo di 33 ore annue, valutato come una disciplina, ma svolto in forma trasversale”, la cui innovazione rispetto al passato consiste nel “peso specifico attribuito attraverso una valutazione autonoma che porti all’espressione di un voto”. L’attuazione della legge si è avuta con il D.M. 35 del 2020, il quale “nel sottolineare il carattere di trasversalità del nuovo insegnamento, non riconducibile ad una unica disciplina, ne definisce il valore di ‘ponte’ tra i saperi che divengano fondamento dei comportamenti, a partire dai tre nuclei concettuali: Costituzione, legalità e solidarietà; Sviluppo sostenibile, educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio; Cittadinanza digitale. A partire dalla Costituzione è necessario che una mirata attività di studio si traduca, in un fondamentale passaggio dalle conoscenze alle competenze, in un quotidiano esercizio di legalità, senso civico, rispetto delle regole, etica della responsabilità, cura dell’altro e dell’ambiente, atteggiamenti inclusivi…Sul fronte ambientale, i 17 goals dell’Agenda ONU 2030 rappresentano la matrice di riferimento per l’introduzione delle tematiche relative alla sostenibilità nel percorso di educazione civica, a partire dall’Obiettivo 4 per una Scuola che garantisca un’educazione di qualità, equa ed inclusiva ed opportunità di apprendimento per tutti. Dinanzi alle recenti emergenze sanitarie, economiche, sociali che hanno amplificato le diseguaglianze, la dispersione, le difficoltà relazionali ed il divario digitale, un sempre maggiore sforzo è richiesto alle Istituzioni scolastiche per garantire eguali diritti e la rimozione di ogni ostacolo. In merito al digitale, infine, in un mondo sempre più ‘meta’, in cui il virtuale e la realtà aumentata possono essere importanti opportunità per ampliare orizzonti conoscitivi, indispensabile è promuovere un consapevole e responsabile approccio al digitale, a partire dalla conoscenza dei rischi e delle conseguenze di comportamenti scorretti.

Questi tre nuclei fondanti l’Educazione civica si declinano in tematiche trasversali fondamentali che, a partire da salde conoscenze anche disciplinari, contribuiscano a promuovere un cambiamento nell’essere e nei comportamenti dei giovani, in modo che siano capaci di governare la complessità con il pensiero divergente, desiderio di cooperazione, condivisione di valori comuni nel rispetto delle diversità.

Nel 2022, nel terzo anno dall’introduzione dell’Educazione civica è tempo di bilanci ed emergono, senza dubbio, delle criticità nella costruzione dei curricoli che ha determinato, in alcuni casi, una “ripartizione” tra docenti di argomenti da trattare nelle rispettive ore nell’ambito delle tematiche individuate, pur con una progettazione condivisa in seno ai dipartimenti disciplinari ed ai consigli di classe, con una trasversalità, però, più scritta che attuata e che, di conseguenza, avrà incrementato forse conoscenze ma non ha promosso competenze di cittadinanza e reali cambiamenti sociali”.

L’obiettivo, secondo la  dirigente dell’IPSEOA è “evitare che l’Educazione civica si trasformi in una sequenza infinita di educazioni alla legalità, alla differenza di genere, alla salute, all’ambiente, non si sa quanto funzionale.…Grande attenzione deve essere, inoltre, rivolta alla valutazione che non può limitarsi a verificare il possesso di conoscenze con verifiche tradizionali … ma che dovrebbe rilevare le competenze acquisite e gli atteggiamenti, avvalendosi di compiti di realtà, protocolli di osservazione, diari di bordo, riflessione ed autovalutazione, partecipazione ad attività programmate. L’educazione civica, progettata perché il sapere, attraverso il fare, divenga saper essere, è una ‘matrice valoriale’ indispensabile per una scuola equa, inclusiva e sostenibile sul fronte conoscitivo, sociale, etico e relazionale che promuova abilità quali la creatività, il pensiero critico, lo spirito di iniziativa e la capacità di risoluzione di problemi fondamentali per gestire la complessità e i cambiamenti nella società attuale”.

(Proprio vero: ‘la fede da sola, senza le opere, è morta‘, Giacomo 2:17, n.d.r.)

Conclusioni: “Si deve recuperare coraggio e desiderio di riscoprire la vocazione educativa, perché ha ragione il dottor Ebner, insegnare è proprio un mestiere affascinante, a partire però dall’acquisire credibilità agli occhi degli studenti, delle famiglie e della società. Una credibilità che deriva, indubbiamente, dalla conoscenza e competenza disciplinare, dalla matrice etica che presenti il docente come un modello di valori a cui ispirarsi, da seguire e dalla dimensione emotiva, base per una relazione positiva basata sulla cura, sulla fiducia e sulla reciproca stima. Senza emozione, si dice, che non si possa apprendere. Io credo che senza emozione non si possa, o meglio, non si debba insegnare…Non ci si può più limitare soltanto a trasmettere i valori ritenuti fondamentali in quanto patrimonio culturale collettivo, ma si deve abbracciare una visione a medio termine di un futuro sostenibile in cui ciascun individuo, forte della sua identità, delle sue radici, della sua unicità, senta di poter offrire un contributo alla società, senza confini spaziali o mentali. Alla Comunità Educante si riconosce una forte responsabilità nell’operare idonee scelte pedagogiche che definiscano condivisi interventi didattici e strategie metodologiche partecipate e nel riscoprire ogni giorno una passione educativa che implichi gratuità nel darsi, desiderio di scommettere su di Noi, sugli Alunni, sulle Famiglie e su tutti i portatori di interesse del Territorio, con l’obiettivo prioritario di rimuovere il diffuso senso di insuccesso e di abbracciare il progetto di una Scuola che sappia affrontare ogni sfida che il vivere oggi comporta, senza temere cambiamenti in chiave di un miglioramento continuo”.

La seconda relazione, anche questa avente come tema le giovani generazioni, è stata quella di Teresa Chiodo Presidente del Tribunale dei Minori di Catanzaro, sul tema I minori stranieri non accompagnati: accoglienza, diritti, tutela ed integrazione. Una branca considerata a torto ‘cenerentola’, come purtroppo il restante settore della giustizia civile, in un momento storico in cui i maxiprocessi alla criminalità organizzata calabrese catalizzano l’attenzione di mass-media ed esperti di questioni giuridiche”.

In disparte la considerazione generale che la giustizia civile – ha ricordato la Presidente Chiodo- “è indispensabile perché è quasi sempre a tutela della parte più debole del rapporto”, se si leggono i dati statistici del settore minori stranieri non accompagnati, si comprende come sia un fenomeno che invece richiede la massima attenzione da parte degli apparati giudiziari.

I numeri sono questi: “Il quindici per cento di tutti i minori stranieri non accompagnati che ogni anno arrivano in Italia provengono dalla Calabria. Di questo 15percento, i tre quarti sono di competenza del distretto di corte d’appello di Catanzaro, l’altro quarto al distretto di Reggio Calabria. L’anno scorso sono stati iscritti mille procedimenti, che significa il 160 percento in più dell’anno precedente. In nove anni il distretto di CdA di Catanzaro ha inserito pratiche per 10mila minori stranieri non accompagnati”.

Dal 2017, lo strumento principale per tutelare il minore straniero che, attraverso il solito e costoso ‘viaggio della speranza’ arriva sulle coste italiane senza genitori, è la figura del tutore. “Normalmente- ha spiegato la dott.ssa Chiodo- come tutore viene individuato un avvocato data la dirittura etico-morale della categoria. Ma a poco più del 10percento di questi ragazzi riusciamo ad assegnare un tutore. Gli altri, purtroppo, si rendono irreperibili qualche giorno dopo essere arrivati nei centri d’accoglienza. Probabilmente alcuni cercano di raggiungere la frontiera francese o austriaca per ricongiungersi ai parenti. E lì la maggior parte di loro viene respinta, basti pensare alle immagini dei migranti sugli scogli di Ventimiglia… altri finiscono nei circuiti illegali: lavoro nero per gli uomini, prostituzione minorile per le donne. Problemi seri di ordine pubblico in gran parte irrisolti”. Tornando alla figura del tutore, questi “deve agevolare in tutto e per tutto il percorso di integrazione dei m.s.n.a., i quali arrivano in Italia senza sapere nulla. Quindi normalmente si parte dall’alfabetizzazione e si prosegue con il percorso scolastico. Ma poi il tutoraggio del minore si estende anche ad altri aspetti essenziali della vita, dall’aiuto a ricevere assistenza sanitaria ad altri servizi. La legge prederebbe anche un altro istituto, l’affido familiare. Ma esso è rimasto pressochè lettera morta perché l’età media in cui i Minori stranieri non accompagnati arrivano in Italia è 16-17 anni. Quindi non sono più in tenera età ed è possibile che sia questa la causa per cui risulta difficile trovare famiglie disposte ad accoglierli”.

Ester Di Napoli, (a destra di Ebner ) “Le nuove sfide delle famiglie internazionali e il ruolo della cooperazione giudiziaria civile” (foto Guido Milli)

La terza relazione è stata affidata a Ester Di Napoli, presidente della commissione nazionale di parità e collaboratrice dell’istituto degli Innocenti presso l’Ufficio dell’autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza. L’avv. Di Napoli ha trattato il tema “Le nuove sfide delle famiglie internazionali e il ruolo della cooperazione giudiziaria civile” soffermandosi soprattutto sul regolamento del Consiglio dell’Unione Europea 2019/1111 relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, e alla sottrazione internazionale di minori. “Il regolamento- ha premesso- stabilisce la competenza territoriale dei giudici e le condizioni affinchè le norme circolino all’interno dell’Unione Europea”.

La novità di questo regolamento dell’UE sta nel capitolo relativo all’evento (abbastanza frequente) che un genitore sottragga all’altro il figlio minore e lo porti in un altro Stato rispetto a quello in cui viveva prima.

In tal caso– ha spiegato Ester Di Napoli- la norma, entrata in vigore il primo agosto 2022, assegna un ruolo centrale al minore che, se capace di discernimento, deve essere sempre ascoltato ed ha diritto ad esprimere liberamente la sua opinione. La discrezionalità dei singoli Stati risiede solamente nella scelta della modalità di ascolto (chi e come), mentre si prevede che tale diritto sia rispettato in concreto”.

Guida Galattica (e norme) per adolescenti

Infine, la presentazione del libro ‘ Leggi qui- Guida Galattica (e norme) per adolescenti’, edito da Mondadori, a cura del suo autore, il giudice Giacomo Ebner. Più che autore, coordinatore del libro, ha tenuto egli stesso a precisare, “perché è stato scritto insieme a 150 persone e non mi pare corretto appropriarmi del lavoro degli altri”.

Infatti il libro ha 150 autori: vi hanno collaborato specialisti del settore (docenti universitari, magistrati, avvocati, criminologi) ma anche interpreti, dirigenti scolastici e membri delle forze dell’ordine, poiché i temi trattati sono multidisciplinari. E’ diviso in sezioni: diritto costituzionale, diritto internazionale, diritti della persona, processo penale, reati (soprattutto quelli in cui incorrono con più frequenza giovani e adolescenti). Ogni situazione è descritta in modo schematico da uno studioso del diritto e poi commentata da un personaggio famoso della tv, dello sport, della musica, del cinema, della cultura e del giornalismo. Non manca il senso dell’humour. Del resto, anche il titolo (‘guida galattica’) è ispirato a un romanzo di fantascienza umoristica degli anni ’70.

Il linguaggio è semplice perché il libro (il cui ricavato delle vendite sarà devoluto in beneficenza) è destinato ai più giovani. A livello di contenuto, sarebbe preferibile alla maggior parte dei testi di diritto in uso nelle scuole superiori, perché la struttura socratica domanda-risposta agevola comprensione e memoria.

Alcuni passi li ha illustrati o stesso Ebner: “Se uno di voi passa uno spinello a un compagno, per quanto possa sembrare strano, è reato. Ed è reato anche pubblicare una foto privata di un compagno sui social senza il suo consenso”.

“Il diritto- ha proseguito- non è un’insidia, la legge non costruisce tranelli. Spesso le leggi e l’educazione civica in senso lato vengono percepiti dagli adolescenti come sabbie mobili che impediscono di camminare e invece, al contrario, sono delle liane che, proteggendo i diritti di ognuno, soprattutto dei più deboli, consentono di muoverci più liberamente. Anche quando una legge ci dice di fare qualcosa, in realtà sta proteggendo un interesse più generale che consente a tutti di esprimersi al meglio. La legge è come l’amicizia. Dell’amico ci si fida e anche della legge bisogna fidarsi. Un amico che ti aiuta a superare i tuoi limiti, ti da la possibilità di realizzarti ma non a scapito degli altri.

Questo libro– ha concluso il magistrato- vuole dirvi che quello che fate ha delle conseguenze. Vi dice di stare attenti a commettere gli errori degli adulti perché, altrimenti rischierete di trovarvi di colpo nel loro mondo, però nello scantinato del loro mondo”.

‘Guida Galattica e norme’, in fondo, è un vademecum alla legalità per ragazzi, un libro di risposte alle domande che tutti loro si pongono quando si trovano di fronte a un dei tanti bivi della vita. Con una metafora, Ebner lo ha paragonato al Mago di OZ che “ha consentito a una bambina, a uno spaventapasseri, a un leone fifone e a un uomo di latta di battere una potente strega non regalando loro poteri magici ma semplicemente tirando fuori da ognuno qualità che già avevano”.

Nel corso dell’intervento, è stato proiettato un video di ‘All notte long- la notte bianca della legalità’  di cui è stato ideatore lo stesso Giacomo Ebner, una iniziativa che coinvolge ogni anno circa migliaia di studenti e decine di tribunali italiani.  

(le foto nell’articolo sono di Guido Milli)

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