L’Ufficio GdP di Vibo: tre magistrati per 7mila procedimenti all’anno

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Il CoA non ci sta. Ultimatum per ottobre, poi il Foro prenderà iniziative 

Il 12 luglio scorso il CoA di Vibo Valentia ha deliberato lo stato di agitazione a causa delle criticità riguardanti l’Ufficio del Giudice di pace che non permette ai togati vibonesi di lavorare «in condizioni di dignità e decoro professionale».

Il nocciolo della questione è la grave carenza di organico dei GdP, in ragione della quale il Consiglio ha chiesto un intervento urgente al ministero della Giustizia, al presidente della Corte d’Appello e a quello del Tribunale di Vibo, affinché vengano assegnati nuovi giudici e si superi l’impasse.

Nella delibera si ricorda che all’Ufficio del GdP di Vibo Valentia vengono iscritti a ruolo annualmente più di 7mila procedimenti civili. Un carico di lavoro che ricade su soli tre giudici «che si occupano sia del settore civile sia del settore penale, a fronte di una pianta organica che ne prevede 8, quindi, con scopertura superiore al 60%; già dall’anno 2018,quando due giudici sono stati trasferiti e, nonostante le diverse segnalazioni del CoA, mai sostituiti.

A causa di questa carenza organica, si osserva nella delibera «occorrono mesi per ottenere un decreto di fissazione della prima udienza, i rinvii vengono fissati anche ad anni di distanza, le riserve vengono sciolte con inaccettabile ritardo e le sentenze emesse con altrettanto grave ritardo». E tutto potrebbe peggiorare «in ragione dell’estensione della competenza per valore del Giudice di pace disposta con la riforma Cartabia». 

Da qui  la decisione di proclamare lo stato di agitazione del Foro vibonese. Se entro ottobre non arriveranno risposte, il Foro prenderà le iniziative conseguent e necessarie a risolvere questa inaccettabile situazione. 

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