Rassegna di Diritto Tributario

5 views 4:46 pm 0 Comments Luglio 31, 2026
Corte di giustizia tributaria di primo grado di Vibo Valentia, Sez. II, 22 aprile 2026, n. 520

Accertamento tributario – Appalto non genuino – Somministrazione illecita di manodopera – Onere probatorio – Necessità di elementi riferiti al concreto rapporto

In tema di accertamento tributario fondato sulla riqualificazione di un contratto di appalto come somministrazione illecita di manodopera, l’Amministrazione finanziaria deve provare, mediante elementi specifici, gravi, precisi e concordanti riferiti al concreto rapporto, l’assenza di un’autonoma organizzazione dell’appaltatore, la mancanza di un effettivo rischio d’impresa e l’esercizio, da parte del committente, di poteri direttivi e datoriali sui lavoratori impiegati. Le irregolarità riscontrate in capo al fornitore o nell’ambito di rapporti intrattenuti con soggetti terzi possono giustificare ulteriori approfondimenti, ma non consentono di riqualificare automaticamente ogni appalto come somministrazione illecita.

 

Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Calabria, Sez. II, 2 aprile 2026, n. 694

Accertamento induttivo – Maggiori ricavi non dichiarati – Costi correlati – Determinazione forfettaria – Capacità contributiva

In caso di ricostruzione induttiva o analitico-induttiva del reddito d’impresa, l’Amministrazione finanziaria, quando accerti presuntivamente maggiori ricavi, deve riconoscere e determinare, anche in via forfettaria, i costi ragionevolmente sostenuti per la loro produzione. Non è giuridicamente e logicamente ammissibile assoggettare a tassazione il ricavo lordo senza detrarre i costi necessari per l’acquisto o la produzione dei beni successivamente commercializzati, poiché ciò contrasta con il principio di capacità contributiva sancito dall’art. 53 Cost. poiché il reddito d’impresa è costituito dalla differenza tra componenti positivi e negativi.

 

Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Calabria, Sez. I, 31 marzo 2026, n. 631

Accertamento tributario – Conto cassa con saldo negativo – Ricavi non contabilizzati – Presunzione – Onere della prova

La presenza di un saldo negativo del conto cassa, oltre a costituire un’anomalia contabile, consente di presumere l’esistenza di ricavi non contabilizzati almeno in misura pari al disavanzo, non essendo materialmente possibile sostenere pagamenti per importi superiori alle disponibilità presenti in cassa. Una volta rilevata tale anomalia, l’Amministrazione finanziaria non è tenuta a fornire ulteriori prove del collegamento tra le movimentazioni di cassa e i maggiori ricavi accertati, gravando sul contribuente l’onere di dimostrare la diversa provenienza della liquidità impiegata.

 

Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Calabria, Sez. V, 17 marzo 2026, n. 540

Reddito d’impresa – Deducibilità dei costi – Principio di inerenza – Onere della prova

L’inerenza costituisce requisito imprescindibile per la deducibilità dei costi ai sensi dell’art. 109 del D.P.R. n. 917/1986 e richiede l’esistenza di una relazione qualitativa tra la spesa sostenuta e l’attività imprenditoriale potenzialmente idonea a produrre reddito. Il costo non deve necessariamente essere collegato a uno specifico ricavo, ma deve risultare compatibile e coerente con l’attività aziendale complessivamente esercitata. Grava sul contribuente l’onere di documentare tale correlazione e l’utilità imprenditoriale dell’operazione, non essendo sufficienti la mera contabilizzazione del costo o la produzione della relativa fattura.

 

 

 

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